Descritta da Balzac come “un’isola francese baciata dal sole italiano”, la Corsica è legata alla Francia da soli 200 anni e possiede una forte personalità. La complessa storia di quest’isola bella e selvaggia, incontaminata e deliziosamente antiquata è iniziata circa 4000 anni fa e vanta innumerevoli tradizioni indigene gastronomiche, culturali e musicali. Cordialità e orgoglio nazionale non mancano in questa terra, patria di Napoleone Bonaparte, considerata una delle migliori destinazioni turistiche europee per le attività all’aperto ma anche per il ‘dopo attività’, dove all’esercizio fisico diurno si alternano le serate all’insegna delle specialità gastronomiche (e dell’ottimo vino) e notti di vera tranquillità.
Nome CompletoRepubblica francese (la Corsica è un dipartimento della repubblica, con capoluogo ad Ajaccio)
Zona8.722 kmq
Popolazione260.000 abitanti
La Gentecorsi, francesi, marocchini, italiani, portoghesi, tunisini
Linguafrancese (lingua ufficiale), corso e italiano
Religione cattolica
noleggio barche corsica – noleggio barche
L’età minima per condurre unità da diporto, a secondo del tipo di mezzo, è la seguente:
• 23 anni: per condurre navi da diporto;
• 18 anni: per condurre imbarcazioni e natanti per i quali è previsto l’obbligo di patente;
• 16 anni: per condurre natanti a motore o a vela;
• 14 anni: per condurre natanti con superficie velica superiore ai 4 metri quadrati, nonché unità a remi che navigano entro un miglio dalla costa.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
Ci sono tre categorie di patente nautica:
– Categoria A: per il comando e la condotta di natanti e imbarcazioni da diporto;
– Categoria B: per il comando delle navi da diporto;
– Categoria C: per la direzione nautica di natanti e imbarcazioni da diporto.
Le patenti abilitano per:
• la navigazione entro 12 miglia dalla costa;
• la navigazione senza alcun limite dalla costa.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
- Fotocopia documento identità
– Certificato medico rilasciato da ufficiale sanitario con foto e marca da bollo
- 4 fotografie identiche a quelle fornite per il certificato medico
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
In particolare se viene richiesta l’abilitazione alla vela, il candidato dovrà sostenere, oltre alla prova teorica, anche una prova pratica in barca a vela.
Inoltre se una persona ha conseguito la patente a motore, potrà successivamente estendere la sua abilitazione anche alla navigazione a vela, e sarà tenuta soltanto a sostenere la prova pratica d’esame a vela.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
- Condurre natanti o imbarcazioni con motore di potenza superiore a 40.8 Cv
– Navigare oltre le sei miglia dalla costa, indipendentemente dalla motorizzazione
- Effettuare sci nautico o per condurre una moto d’acqua.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
L’esame per la patente nautica da diporto si compone di 2 prove, quella teorica e quella pratica. Per l’esame volto ad ottenere la patente nautica senza limiti dalla costa si aggiunge a queste anche una prova di "carteggio nautico" ovvero un test che verte sulla rilevazione della proprio posizione sulla carta nautica, il calcolo di una rotta ed altri risultati, anche in presenza di deriva, scarroccio e tenendo conto di altri fenomeni che influenzano la navigazione.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
La patente nautica da diporto abilita alla conduzione di natanti e imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza e si divide in due categorie, quella che entro le 12 miglia dalla costa e quella per la navigazione senza limiti di distanza dalla costa. Altra distinzione da fare è tra la sola abilitazione per natanti e imbarcazioni a motore e l’abilitazione alla conduzione di natanti e imbarcazioni sia a motore che a vela.
noleggio barche – noleggio barca – noleggio barca a vela
La patente nautica da diporto abilita alla conduzione di natanti e imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza e si divide in due categorie, quella che entro le 12 miglia dalla costa e quella per la navigazione senza limiti di distanza dalla costa. Altra distinzione da fare è tra la sola abilitazione per natanti e imbarcazioni a motore e l’abilitazione alla conduzione di natanti e imbarcazioni sia a motore che a vela.
L’Osservatorio Nautico Nazionale, patrocinato dal Ministero del Turismo, che lo ha eletto l’unico documento esaustivo sul comparto, ha redatto il primo rapporto annuale sul turismo nautico.
Il rapporto analizza tutti gli aspetti legati al turismo dell’acqua e della nautica: da quelli connessi ai loro riflessi territoriali e infrastrutturali (in basso, un marina), ambientali, produttivi economici e di mercato, legislativi e normativi, a quelli relativi alla domanda turistica e alle sue determinanti.
Il primo risultato immediatamente evidente è: le imbarcazioni da diporto sono redditizie per la collettività. La media di spese dirette sostenute da ogni imbarcazione, su base annua, è di 15mila euro per quelle piccole (10-17 metri), di 28mila euro quelle medie (17-24 metri) e di 75mila euro per ciascuna di quelle oltre i 24 metri. Le ricadute patrimoniali sul territorio delle attività turistiche sono anch’esse interessanti: l’escursionismo provoca una ricaduta reddituale di 46€ per persona al giorno, il turismo rurale € 88/pers/gg, il turismo nautico di € 130/pers/gg. In Italia, a oggi, ci sono poco più di 145mila posti barca con un “indice di pressione” di quattro, ossia ci sono quattro barche per ogni posto disponibile in Italia (con agli estremi il Friuli Venezia Giulia con poco più di 1,2 e dall’altra parte Lazio, Emilia Romagna e Liguria oltre a cinque), contro 1,5 della Spagna e due per la Francia.
Ci sono quindi 406mila imbarcazioni oltre i 10 metri in cerca di casa. Queste “senza tetto”, che ovviamente si accasano altrove, tutti gli anni procurano un giro di affari pari a 12 miliardi di euro, con un’Iva di 2,5 miliardi e una imposizione diretta pari a circa sei miliardi di euro per anno. I governi che si sono susseguiti hanno continuato ad annunciare faraoniche e miracolistiche opere pubbliche (Tav, Terzo Valico, ponte sullo Stretto di Messina, variante di valico), ma tanto per citare un esempio nel biennio 2008/2009 sono stati creati solo circa 2000 posti barca nuovi. Se lo Stato, così come fece dopo la seconda guerra mondiale, coalizzasse la mano d’opera purtroppo oggi in eccesso, nella realizzazione di importati opere pubbliche ad alto valore aggiunto (come i porti turistici), si potrebbe assistere a un triplice effetto virtuoso: la diminuzione della disoccupazione, il minor ricorso agli ammortizzatori sociali (che sono indispensabili, ma improduttivi), e il soddisfacimento della domanda di beni (posti barca) produttivi di reddito diretto e indiretto. Sembra che tutti concordino a parole ma latitino nei fatti.
In compenso sembra siamo pronti a riaprire la stagione del “redditometro”. Lo strumento che, a dire della stessa Agenzia delle Entrate, ha diminuito il gettito totale delle imposte rovinando, in compenso, l’aviazione generale e la nautica da diporto. Le imposte devono essere pagate da tutti i contribuenti in proporzione alla loro capacità contributiva, ma l’accertamento deve essere svolto dagli Uffici in modo serio, coordinato ed analitico e non basandosi su metodi empirici ed indiretti. L’accertamento tributario, per genere, induttivo ottiene solo l’allontanamento del cliente (anche quello in buona fede) dalla spendita (consumo) del risparmio in attività ricreative oggetto di presunzione reddituale. E già oggi tre barche su quattro devono emigrare, sarebbe perfetto per il nostro comparto e per il Paese, cacciare anche la quarta.
Tratto da [Yacht Capital] n.1/2010

