- Condurre natanti o imbarcazioni con motore di potenza superiore a 40.8 Cv
- Navigare oltre le sei miglia dalla costa, indipendentemente dalla motorizzazione
- Effettuare sci nautico o per condurre una moto d’acqua.
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L’esame per la patente nautica da diporto si compone di 2 prove, quella teorica e quella pratica. Per l’esame volto ad ottenere la patente nautica senza limiti dalla costa si aggiunge a queste anche una prova di "carteggio nautico" ovvero un test che verte sulla rilevazione della proprio posizione sulla carta nautica, il calcolo di una rotta ed altri risultati, anche in presenza di deriva, scarroccio e tenendo conto di altri fenomeni che influenzano la navigazione.
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La patente nautica da diporto abilita alla conduzione di natanti e imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza e si divide in due categorie, quella che entro le 12 miglia dalla costa e quella per la navigazione senza limiti di distanza dalla costa. Altra distinzione da fare è tra la sola abilitazione per natanti e imbarcazioni a motore e l’abilitazione alla conduzione di natanti e imbarcazioni sia a motore che a vela.
L’Osservatorio Nautico Nazionale, patrocinato dal Ministero del Turismo, che lo ha eletto l’unico documento esaustivo sul comparto, ha redatto il primo rapporto annuale sul turismo nautico.
Il rapporto analizza tutti gli aspetti legati al turismo dell’acqua e della nautica: da quelli connessi ai loro riflessi territoriali e infrastrutturali (in basso, un marina), ambientali, produttivi economici e di mercato, legislativi e normativi, a quelli relativi alla domanda turistica e alle sue determinanti.
Il primo risultato immediatamente evidente è: le imbarcazioni da diporto sono redditizie per la collettività. La media di spese dirette sostenute da ogni imbarcazione, su base annua, è di 15mila euro per quelle piccole (10-17 metri), di 28mila euro quelle medie (17-24 metri) e di 75mila euro per ciascuna di quelle oltre i 24 metri. Le ricadute patrimoniali sul territorio delle attività turistiche sono anch’esse interessanti: l’escursionismo provoca una ricaduta reddituale di 46€ per persona al giorno, il turismo rurale € 88/pers/gg, il turismo nautico di € 130/pers/gg. In Italia, a oggi, ci sono poco più di 145mila posti barca con un “indice di pressione” di quattro, ossia ci sono quattro barche per ogni posto disponibile in Italia (con agli estremi il Friuli Venezia Giulia con poco più di 1,2 e dall’altra parte Lazio, Emilia Romagna e Liguria oltre a cinque), contro 1,5 della Spagna e due per la Francia.
Ci sono quindi 406mila imbarcazioni oltre i 10 metri in cerca di casa. Queste “senza tetto”, che ovviamente si accasano altrove, tutti gli anni procurano un giro di affari pari a 12 miliardi di euro, con un’Iva di 2,5 miliardi e una imposizione diretta pari a circa sei miliardi di euro per anno. I governi che si sono susseguiti hanno continuato ad annunciare faraoniche e miracolistiche opere pubbliche (Tav, Terzo Valico, ponte sullo Stretto di Messina, variante di valico), ma tanto per citare un esempio nel biennio 2008/2009 sono stati creati solo circa 2000 posti barca nuovi. Se lo Stato, così come fece dopo la seconda guerra mondiale, coalizzasse la mano d’opera purtroppo oggi in eccesso, nella realizzazione di importati opere pubbliche ad alto valore aggiunto (come i porti turistici), si potrebbe assistere a un triplice effetto virtuoso: la diminuzione della disoccupazione, il minor ricorso agli ammortizzatori sociali (che sono indispensabili, ma improduttivi), e il soddisfacimento della domanda di beni (posti barca) produttivi di reddito diretto e indiretto. Sembra che tutti concordino a parole ma latitino nei fatti.
In compenso sembra siamo pronti a riaprire la stagione del “redditometro”. Lo strumento che, a dire della stessa Agenzia delle Entrate, ha diminuito il gettito totale delle imposte rovinando, in compenso, l’aviazione generale e la nautica da diporto. Le imposte devono essere pagate da tutti i contribuenti in proporzione alla loro capacità contributiva, ma l’accertamento deve essere svolto dagli Uffici in modo serio, coordinato ed analitico e non basandosi su metodi empirici ed indiretti. L’accertamento tributario, per genere, induttivo ottiene solo l’allontanamento del cliente (anche quello in buona fede) dalla spendita (consumo) del risparmio in attività ricreative oggetto di presunzione reddituale. E già oggi tre barche su quattro devono emigrare, sarebbe perfetto per il nostro comparto e per il Paese, cacciare anche la quarta.
Tratto da [Yacht Capital] n.1/2010
Giugni: in Grecia
Luglio: alle Eolie
Agosto: alle baleari
Settembre: in Croazia
L’Egeo è il paradiso della vela, soprattutto tra il porticciolo turco di Marmaris, dominato da un castello, e il Dodecaneso. Durante la crociera si costeggiano isole e penisole turche e si sbarca sulla spettacolare costa di Datça o al villaggio di pescatori di Bosburun, e poi si approda a Rodi per gettare l’ancora davanti a Lindos (nella foto a destra), un borgo di case bianche arroccate sotto le mura merlate del Castello dei Cavalieri, dov’è racchiusa l’Acropoli.
Si sale tra stradine di ciottoli con boutique e taverne, per ammirare una nave scolpita nella roccia, un teatro e una galleria ellenistica con colonne doriche. Poi, a nord di Rodi, non perdetevi l’isola di Simi, con le sue case ornate di buganvillee..
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Sembra di essere ai Tropici, invece siamo nell’Adriatico. La Dalmazia è il più frastagliato tratto di costa mediterranea: qui si naviga tra oltre 1.000 isole. Le Incoronate (nella foto a destra) sono l’arcipelago più grande: 147 isolette brulle, con rari pini e ulivi argentati, che fanno parte di un Parco Nazionale dove si scoprono fondali spettacolari e grotte sottomarine che ne fanno un paradiso per le immersioni. Lungo la costa s’incontrano le cascate di Krk e Mljet, prima di visitare città ricche di storia e monumenti romani e veneziani: Zara, Spalato, Trogir, Korzola, Kvar e Dubrovnik
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Le crociere a vela alle Baleari partono di solito da Maiorca dove, prima di salpare, è consigliabile fare un giro in auto dell’isola per ammirare, tra l’altro, i fondali blu della penisola di Formentor e l’orto botanico di Soller.
Poi si punta sulle calette con acque turchesi e sabbia bianca di Minorca.
Mentre a Ibiza, prima dell’imbarco si visita l’antica città fortificata e poi si salpa per cale e faraglioni che movimentano la costa. E la notte? A ballare nelle sue mille discoteche.
Formentera, invece, affascina per le lunghe spiagge e il faro che domina le scogliere da un lato e i giganteschi alberi di fico dall’altro.
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In barca a vela sulle isole più belle del Mediterran
Un bagno di sole cullati dalle onde. Un tuffo al largo nell’acqua blu. E la sera, ci si ritrova al porto per cenare o per divertirsi in discoteca. Partiamo a bordo di cabinati sportivi e romantici caicchi, per un viaggio indimenticabile.
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Noleggio barche Malta
E’ difficile non lasciarsi incantare da questo piccolo arcipelago, posato tra oriente e occidente, a largo della Sicilia e della Tunisia, all’incrocio delle vie marittime del Mediterraneo. Le piccole isole di Malta hanno il mondo latino al nord, quello arabo al sud, e il gran blu tutto intorno.
Che piacere noleggiare una barca a Malta per visitare le poche spiagge e le numerose baie o per dedicarsi alla pesca subacquea.
Passaporto/Visto
Carta di identità o passaporto valido per i cittadini dell’Unione Europea.
Malta è un’isola particolarmente sana, senza pesci pericolosi o bestiole velenose: Nessun vaccino necessario, nessun medicinale particolare da prevedere, niente acqua minerale in riserva: l’acqua del rubinetto è perfettamente potabile.
Elettricità
240 Volts 50 Htz. Le prese invece sono di tipo germanico. Gli hotel forniscono degli adattatori, altrimenti si trovano facilmente nei negosi a circa 3 Lm.apo
Moneta
Il corso della Sterlina maltese è relativamente stabile. 1 Lm vale 2,30€, cioè 1€ = 0,43 Lm.
La Lita è la moneta ufficiale: Questo nome ha soppiantato quello di Sterlina maltese, usato in passato e di cui resta l’abbreviazione (Lm). Lo si chiama spesso « Pound ».
Una lira maltese si divide in 100 centesimi e il centesimo in 10 millesimi.
In molti luoghi si accetta la sterlina.
Pochi sono i ristoranti dove potrete pagare con la carta Visa al di fuori dei locali turistici o chic.
Banche,Cambio
- A Malta ci sono due banche principali: HSBC e la Bank of Valletta. In tutte le città e anche nei villaggi si trovano le loro agenzie. Gli orari sono gli stessi ovunque.
- Le agenzie bancarie sono tutte equipaggiate di distributori automatici che funzionano con le carte Visa, MasterCad, Maestro e American Express.
-Le carte di credito sono accettate in tutti gli hotels e nella maggior parte dei ristoranti e dei negozi.
-I traveller’s chèques si cambiano in banca o alle reception degli hotels.
Budget
Viaggiare a malta è un po’ meno caro che soggiornare in Italia. Esistono tutte le categorie di hotels, ma è nelle guesthouses che si ha il miglior rapporto qualità-prezzo-convivialità. Per trovare dei ristoranti a prezzi corretti bisogna allontanarsi un po’ dai centri turistici. Attenzione ai prodotti di consumo, sono più cari perche quasi tutti importati.

