La leggenda di Partenope

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La bella Napoli è caratterizzata da numerose leggende che la rendono misteriosa e affascinante, ma alcune delle più particolari sono legate al mare. La città è denominata anche Partenope perchè legata a due leggende: nella prima si parla di una bellissima fanciulla di nome Partenophe, che viveva in Grecia e che amava molto trascorrere il suo tempo in riva al mare. Era innamorata di un certo Cimone, ma l’opposizione del padre della ragazza, spinse i due giovani a partire e raggiungere una nuova terra oltremare. Dopo il loro arrivo, la natura cominciò a produrre una florida vegetazione, anche sul vulcano che si trovava nei paraggi; rapidamente si sparse la voce di questa nuova terra prospsera che fu popolata fino a diventare una vera e propria città.

La seconda leggenda vede come protagonista la sirena Partenophe, che si suicidò gettandosi in mare dopo essere stata rfiutata da Ulisse. Da queste due figure nasce la città di Napoli, che si estendeva dall’isola di Megaride fino al monte Echia, e che fu distrutta nel VIII secolo da una pestilenza che, secondo la leggenda, fu inviata da Nettuno per vendicarsi della morte di Partenope.

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La sirena fu sepolta dove oggi sorge il Castel dell’Ovo, il cui nome deriva da una leggenda molto particolare: il poeta latino Virgilio, che nel Medioevo era considerato anche un mago, nascose nelle segrete del castello un uovo che mantenesse in piedi l’intera fortezza. La leggenda circolava dal 300 d.C., e raccontava che l’uovo era stato sistemato in una caraffa piena di acqua protetta da una gabbia di ferro che fu appesa a una trave di quercia nei sotterranei del castello. La sua rottura avrebbe distrutto la fortezza e provocato diverse catastrofi alla città di Napoli. Al giorno d’oggi c’è ancora qualcuno che resta fedele all’antica leggenda e spera che l’uovo non si rompa, ma finora nessuno è stato in grado di trovare l’uovo nascosto!

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